venerdì, 13 febbraio 2026
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Manifesto

[...]νῦν οὖν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, πολλοῦ δέω ἐγὼ ὑπὲρ ἐμαυτοῦ ἀπολογεῖσθαι, ὥς τις ἂν οἴοιτο, ἀλλὰ ὑπὲρ ὑμῶν, μή τι ἐξαμάρτητε περὶ τὴν τοῦ θεοῦ δόσιν ὑμῖν ἐμοῦ καταψηφισάμενοι. ἐὰν γάρ με ἀποκτείνητε, οὐ ῥᾳδίως ἄλλον τοιοῦτον εὑρήσετε, ἀτεχνῶς - εἰ καὶ γελοιότερον εἰπεῖν - προσκείμενον τῇ πόλει ὑπὸ τοῦ θεοῦ ὥσπερ ἵππῳ μεγάλῳ μὲν καὶ γενναίῳ, ὑπὸ μεγέθους δὲ νωθεστέρῳ καὶ δεομένῳ ἐγείρεσθαι ὑπὸ μύωπός τινος, οἷον δή μοι δοκεῖ ὁ θεὸς ἐμὲ τῇ πόλει προστεθηκέναι τοιοῦτόν τινα, ὃς ὑμᾶς ἐγείρων καὶ πείθων καὶ ὀνειδίζων ἕνα ἕκαστον οὐδὲν παύομαι τὴν ἡμέραν ὅλην πανταχοῦ προσκαθίζων. τοιοῦτος οὖν ἄλλος οὐ ῥᾳδίως ὑμῖν γενήσεται, ὦ ἄνδρες, ἀλλ' ἐὰν ἐμοὶ πείθησθε, φείσεσθέ μου· ὑμεῖς δ' ἴσως τάχ' ἂν ἀχθόμενοι, ὥσπερ οἱ νυστάζοντες ἐγειρόμενοι, κρούσαντες ἄν με, πειθόμενοι Ἀνύτῳ, ῥᾳδίως ἂν ἀποκτείναιτε, εἶτα τὸν λοιπὸν βίον καθεύδοντες διατελοῖτε [...]

... ora dunque, cittadini ateniesi, io sono ben lontano dal parlare in mia difesa, come qualcuno potrebbe supporre, ma sto parlando per voi, perché non siate in errore su ciò che il dio vi ha dato, condannando me. Se così faceste infatti, non troverete facilmente un altro che - anche se è un po’ ridicolo a dirsi - sia stato posto dal dio accanto alla città come ad un grande e nobile cavallo, ma troppo pigro a causa della sua stazza e bisognoso di essere destato da un qualche tafano. Perché mi sembra che il dio abbia posto me sulla città con questa funzione: non smettere di starvi addosso tutto il giorno e dovunque per stimolare, convincere ed ammonire tutti voi, uno per uno.
O uomini, non ci sarà facilmente per voi un altro di tal genere, ma se ragionerete nel senso di ciò che io vi dico allora non mi condannerete. D’altra parte può darsi che voi, irati come coloro che dormono sonni profondi quando vengono svegliati di soprassalto, dando retta ad Anito, mi condanniate agilmente a morte percuotendomi per poi continuare a dormire per il resto della vostra vita ...


-Platone, Apologia di Socrate



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