Breve studio
Sulla noia e sull'ingegno
L'ingegno è l'emozione,
la noia, la sua assenza.
Ma senza noia cosa sarebbe l'ingegno se non un turbolento rumoreggiare di onde?
La noia è il momento di chiarificazione, è l'epifania dell'idea; l'ingegno, sua conseguenza disfunzionale e patologica, è la sua negazione. La tensione tra l'assenza e l'esserci è il battesimo del pensiero mondato del superfluo.
Fermati. Silenzio, ascolta. Ecco l'ingegno. Sopraggiunge subitaneamente elettrificandosi nell'estasi dell'animo.
È concepita; di un'idea, la coscienza è ora parte di sé.
Taci: se cerchi, non otterrai nulla; se domandi, ti sarà dato.
Attendi, nel silenzio solamente troverai significato alla pioggia che senti.
Del rumore, il silenzio è la cura; dell'ingegno, la noia è il nutrimento. Nel tacere sarà la risposta al grande enigma, nell'attesa, si mostrerà la via, verrà la Luce.
Verrà; la Luce verrà.
Che la lucidità degli occhi non ci abbandoni mai allorché l'ingegno sublima, che la noia e quest'ultimo non recidano mai il loro eterno abbraccio scorsoio.